Posts Taggati come ‘censura’
Calzedonia: sospeso lo spot
Con la solita celerità che lo contraddistingue, lo IAP ha deciso la sospensione dello spot Calzedonia in onda da un mese in TV.
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La sospensione è arrivata in seguito alla denuncia allo IAP da parte di un’associazione quantomai importante, rinomata e soprattutto rappresentativa della popolazione italiana.
Quale?
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L’ Associazione Difesa Consumatori Sportivi!!!
da nyky
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di Giada il 01/1/70
Radiator: più flessibilità in acqua
Quanti ricorderanno il brand che si promuove attraverso questa campagna stampa “leggermente” sopra le righe?
da nyky
Censura nel Regno Unito per American Apparel
Le sequenze di immagini che costituiscono la nuova campagna pubblicitaria di American Apparel, marchio di abbigliamento unisex, sono state bloccate negli UK.


La modella, in atteggiamento più che sensuale e probabilmente con meno di 16 anni, non è stata approvata dall’ASA (Advertising Standards Authority) che ne ha bannato le immagini.
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da meghi
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di Gio il 01/1/70
La censura di Perrier del 1976
Qualche giorno fa per il web si è diffuso un fake che ha fatto molto parlare di Sprite e di porno.
L’allusione ad attività sessuali quando si parla di bibite gassate non è affatto nuova.
Era, infatti, il 1976 quando fu girato questo spot francese per l’acqua Perrier:
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da meghi
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di Cla il 01/1/70
Niente suore e preti in atteggiamento intimo per l’advertising inglese
Sole, mare, caldo, gelati…a proposito di gelati, quello italiano si è fatto riconoscere anche in Inghilterra, ma non tanto per la sua bontà , quanto per aver offeso la religione cattolica!
Dopo 10 denunce ricevute, questa immagine della campana stampa per Antonio Federici Gelato Italiano, realizzate dai fotografi della HighContrast di Manchester, è stata bannata.

Hanno continuato a circolare gli altri due soggetti della campagna:
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da meghi
I love Sprite: la censura tedesca
Ricordate lo spot della Guinness che ha fatto tanto scalpore?
C’è chi ha osato di più.
In Germania due video di Sprite hanno sollevato un bel polverone, anche se pare si tratti di un fake tutto americano. A dimostrarlo sarebbe il claim finale “Befolgen Sie Ihren Durst” che in realtà dovrebbe essere “Folgen Sie Ihrem Durst”.
Comunque, eccovi alcune immagini del primo spot:
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Scandalo, sesso e censura: una panoramica degli annunci più discussi
I messaggi a sfondo sessuale e quelli che prevedono immagini impattanti, sono elementi spesso utilizzati in pubblicità per promuovere marchi e prodotti.
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Il limite tra lecito ed illecito, tra volgarità e buoncostume, è spesso labile.
Ecco perché vi proponiamo una lunga serie di annunci stampa pubblicati e/o censurati nel corso degli anni in giro per il mondo.
da nyky
Angelina Jolie censurata per violenza eccessiva
Angelina Jolie è stata bloccata dall’autorità per violenza eccessiva. Non si è trattato dell’ennesima scenata di una vip hollywoodiana, ma dell’intervento dell’inglese Advertising Standards Authority che, circa un anno fa, ha impedito la diffusione del clip di lancio del film Wanted.
La decisione fu presa a seguito delle 18 denunce da parte di chi si è sentito disturbato da questo video:
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da meghi
Current: censurata a Roma, approvata a Milano
Di campagne censurate ne abbiamo viste tante.
Da quelle storiche oggetto di mostre a quella recente di Relish.
Un caso particolare è rappresentato dalla campagna di Current, censurata dall’ATAC di Roma e validata dal comune di Milano.
Dal 26 febbraio, infatti, vedremo nelle stazioni della metro del capoluogo lombardo queste immagini realizzate dall’agenzia Cookies Adv:

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da meghi
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di Flavia il 01/1/70
Relish e la censura
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Si è sfiorato l’incidente diplomatico, tanto che il segretario al Turismo di Rio de Janeiro Antonio Pedro Figueira de Mello, si stava adoperando per inviare all’ambasciata italiana a Brasilia una richiesta ufficiale per la rimozione dei cartelloni pubblicitari dell’azienda di abbigliamento Relish di Milano.
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Dei tanti soggetti presentati, quello in alto è stato l’oggetto del contendere.
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A Napoli, una delle prime città nelle quali apparsa la campagna, l’assessore alle Pari Opportunità della provincia ha definito l’immagine “ignobile e lesiva della dignità delle donne” e, d’accordo con il sindaco, ha ottenuto la rimozione delle affissioni.
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In Brasile, invece, pare che abbia dato fastidio l’aver dipinto la polizia locale come violenta ed irrispettosa delle regole.
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Adesso, che il paese si scandalizzi per cose del genere quando, contemporaneamente, da’ asilo politico ad un riconosciuto pluriomicida è proprio il colmo!Â
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Ad ogni modo di seguito trovate il comunicato stampa dell’azienda che in apparenza sembra piuttosto piccata per l’accaduto, anche se siamo certi che, sotto sotto, si stia fregando le mani per il tanto clamore.
da nyky
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di Alessandro il 01/1/70









